Descrizione
Il Nuovo metodo di fare il vino fu originariamente pubblicata a Milano nel 1824 e con successive edizioni nei primi decenni dell’Ottocento. Il trattato proponeva un’enologia pratica basata su una rigorosa igiene delle cantine e una gestione innovativa della fermentazione per ottenere vini più limpidi e stabili nel tempo.
La storia editoriale del trattato si sviluppa nella prima metà dell’Ottocento ed è strettamente legata alla diffusione della saggistica agronomica e alla legislazione sui brevetti dell’epoca. Il testo nasce originariamente a Milano nel 1824 per poi essere ripubblicato in Toscana in formati più agili, subendo anche modifiche nel nome dell’autore. Infatti, quando il testo approda nel Granducato di Toscana, il nome dell’autore subisce la moda francese o un refuso tipografico persistente, venendo stampato come V.Hubert. Sul frontespizio compare la dicitura “privilegiato da S. M. l’Imp. d’Austria”, che indicava l’ottenimento di una privativa (un brevetto dell’epoca) per tutelare l’invenzione del meccanismo di vinificazione descritto nelle tavole.
Dopo il successo editoriale della prima edizione, Vignozzi ristampa l’opera nel 1832. Il formato viene ridotto a un tascabile (circa 16×10 cm) con 154 pagine e l’aggiunta delle 3 tavole ripiegate.











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