Il Libraio

Il Libraio

Non sono un libraio di professione. Cerco di non suggerire titoli o autori. Trovo più utile che sia ciascuno, anche nella difficoltà, a lasciarsi richiamare da una copertina, da qualche codice, da quel libro che non sapeva di volere. Liberamente.

Così è stato per me, ogni volta che ho trovato quello che cercavo. La storia è diversa per ciascuno di noi. Ma se un libro ti deve trovare, alla fine ti troverà. Il mio lavoro è dietro le quinte, nelle cantine, negli appartamenti, nei mercatini dove vado a scovare libri di difficile reperibilità, che poi metto sullo scaffale. In fondo, la maggior parte dei libri che si trovano nella mia libreria, sono gli stessi che vorrei tenermi a casa.

Oggi non posso definirmi un grande lettore. Anni fa lo sono stato. Devo tutto a quegli anni, in cui ho letto molto e bene. Adesso la mia attenzione è più rivolta a ciò che le persone leggono. Poi la decisione di rilevare una storica libreria e proseguire nell’attività. Senza essere libraio.

Il Libraio

A quanti di voi è venuto in mente di aprire una libreria?

Mi sono chiesto spesso quale poteva essere la maniera giusta per rinnovare una libreria con 60 anni di storia e di lavoro alle spalle. L’idea è stata quella di cambiare molte cose, a cominciare dall’arredo: scaffalature in metallo zincato al posto di quelle in legno, tipiche delle librerie; non più un luogo pieno di libri, impilati sul pavimento o negli angoli, ma ordinati e divisi per argomenti. Prezzi indicati su ciascun volume, per dare al cliente la possibilità di non intimidirsi di fronte alla libertà di curiosare. Infine, ampie vetrine che riempiono di luce e tolgono di mezzo l’odore di una fascinosa libreria, romantica e nostalgica. Ecco un luogo moderno e sorprendente, dove accanto all’ultimo romanzo di Nesbo o Nemirovski è possibile vederne uno di Prezzolini o Scerbanenco. Venivo anch’io a comprare libri da Francesco Offidani e poi nel confrontarci, è nata l’idea di cedere l’attività e di proseguirla con lo stesso impegno, un’attività che rischiava di rimanere priva di titolare, come è accaduto per molti negozi storici della zona e di questa città. Sarebbe stata la chiusura definitiva di un luogo che per il quartiere è stato un riferimento culturale importante.

Alessandro Corradi