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La storia della collana Medusa

Fino agli anni venti la casa editrice aveva privilegiato gli autori italiani. La nuova collana “Medusa”, costituita interamente da traduzioni di opere straniere, rappresentò quindi una svolta fondamentale nella sua storia.

La Mondadori si avvalse dei suoi consulenti e traduttori principali. I volumi furono contraddistinti da una grafica elegante: fondo bianco con cornice verde (rinforzata da due cornicette più sottili, sempre verdi) e bordatura nera, con al centro il logo della collana, rappresentato dalla testa di una delle tre gorgoni (progetto grafico di Bruno Angoletta). Il verde continuava sul dorso e sul retro, anch’essi bordati di nero. In copertina, sopra il riquadro con autore e titolo, vi era la scritta “I grandi narratori d’ogni paese” e, parallelamente, sotto, “A. Mondadori – Editore”, poi “A. Mondadori – Milano”. Titolo e autore erano riportati in costa (lettura sinistra) con, in orizzontale, in alto, il numero progressivo del titolo nella collana e, in basso, “A.M.”

Il formato fu sempre 14 x 22 cm, con sedicesimi cuciti filo refe. Inizialmente la collana fu vestita in brossura con copertina in cartoncino morbido, incollata; dal settembre 1950 la veste passò alla copertina di cartone rigido telato verde con caratteri impressi in oro dotata di sovracopertina con la livrea classica descritta sopra. A partire dalla primavera del 1958 la sovracopertina fu pretenziosamente impreziosita mutando la cornice da verde in oro (mantenedo però verdi le cornicette, la costa e il retro e nera la bordura) mentre i caratteri della costa divennero bianchi (mantenendo neri quelli della costa e del retro). I mutamenti riguardarono sia i titoli di nuova pubblicazione, sia le ristampe dei titoli già pubblicati, motivo per il quale un medesimo titolo, secondo la data di prima edizione e ristampa, si può trovare nelle diverse vesti editoriali.

La collana diede un importante contributo alla diffusione di diversi autori d’importanza mondiale in Italia. Il primo volume fu il romanzo Il grande amico di Alain-Fournier, “finito di stampare il 1º marzo 1933 – anno XI”: costava lire 9. Nel 1934 fu stampato un volume celebrativo Almanacco della Medusa, con 88 illustrazioni e “una allegoria”. Nel 1935 venne inaugurata la sottocollana Quaderni della Medusa (1935-1967), caratterizzata graficamente dalla prevalenza del colore rosso-arancio nella copertina. Nel 1945, con lo slogan “All’insegna della Medusa”, fu lanciata una rivista, chiamata Poesia. Quaderni internazionali e diretta da Enrico Falqui. Ne uscirono 9 numeri fino al 1948. Nel 1947 nacque una seconda sottocollana, La Medusa degli italiani (1947-1961).

All’inizio degli anni 1980 si è infine lanciata una nuova serie con grafica simile alla collana storica. Ma già precedentemente si fecero tre serie dei Capolavori della Medusa (1970-71, 1974 e 1980) di ristampe tratte dalla serie principale, in edizione cartonata rivestita in simil-marocchino (rispettivamente nei colori verde-oliva, rosso-mattone e blu) impreziosita da caratteri e decorazioni in oro.

  • Titoli
    • 2.1 I grandi narratori d’ogni paese – Medusa serie principale (1933-1971)
    • 2.2 Quaderni della Medusa – (1934-1967)
    • 2.3 La Medusa degli italiani – (1947-1961)
    • 2.4 I capolavori della Medusa – prima serie (1970-71)
    • 2.5 I capolavori della Medusa – seconda serie (1974)
    • 2.6 I capolavori della Medusa – terza serie (1980)
    • 2.7 I libri della Medusa – serie ’80 (1979-1986)

(Per consultare la lista completa dei libri Medusa accediti alla voce su Wikipedia)

Nel Nostro Catalogo :

 

Collana I grandi narratori d’ogni paese – Medusa serie principale (1933-1971)

 

La storia della collana Medusa

FLUSH Virginia Woolf

€43,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

CRONACHE MARZIANE
Ray Bradbury

€70,00 Venduto

 

 

La storia della collana Medusa

IL SIGNOR OUINE
Georges Bernanos

€44,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

GIUSEPPE IL NUTRITORE
Thomas Mann

€24,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

SOBBORGHI René Fallet

€25,00  carrello

 

 

La storia della collana Medusa

IL BIANCO CON GLI OCCHIALI
Georges Simenon

€59,00  Venduto

 

 

La storia della collana Medusa

AMLETO AVEVA UNO ZIO
James Branch Cabell

€14,00  carrello

 

 

La storia della collana Medusa

TUTTI GLI UOMINI SONO MORTALI
Simone De Beauvoir

€140,00  Venduto

 

 

La storia della collana Medusa

I VAGABONDI DEL DHARMA
Jack Kerouac

€60,00  carrello

 

 

La storia della collana Medusa

IL GRANDE GATSBY
Francis Scott Fitzgerald

€83,00  Venduto

 

 

 


 

Collana i Quaderni della Medusa – (1934-1967)

 

 

La storia della collana Medusa

THOMAS JEFFERSON
John Dos Passos

€34,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

RITORNO AL MONDO NUOVO
Aldous Huxley

€37,00 Venduto

 

 

La storia della collana Medusa

SERVIZIO SPECIALE
John Dos Passos

€15,00

carrello

 


 

Collana La Medusa degli italiani – (1947-1961)

 

 

La storia della collana Medusa

IL MAGO DELUSO
Carlo Alianello

€28,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

TRE OPERAI
Carlo Bernari

€25,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

SOLDATI DEL RE
Carlo Alianello

€43,00 carrello

 

 

 

La storia della collana Medusa

OGNUNO CON LA SUA MISERIA
Agostino Degli Espinosa

€24,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

IL FIGLIO DI CAINO
Guido Seborga

€25,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

RAGNO DI SERA
Felice Filippini

€74,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

PANCHE GIALLE SANGUE NEGRO
Raoul Maria De Angelis

€25,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

SPERANZELLA
Carlo Bernari

€65,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

IL PADRONE SONO ME
Alfredo Panzini

€25,00 carrello

 

 

La storia della collana Medusa

I RAGAZZI DI MILANO
Mario Schettini

€25,00 carrello

 

 

 

 

 

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Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libroParigi 1922

 

Il primo ventennio del ‘900 in Europa fu ricco di energia e fervore artistico. Parigi divenne la capitale di un rinascimento culturale, dando vita a quel periodo chiamato Les Années Folles. Furono Adrienne Monnier e Sylvia Beach a creare con il loro entusiasmo, in una Parigi eccentrica e all’avanguardia, una particolare comunità di artisti, in una via del quartiero latino che sarebbe diventata tra le più importanti di Parigi: Rue de l’Odéon.

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libroLa Maison Des Amis Des livres

 

Adrienne a soli 23 anni, figlia di un modesto impiegato delle poste,  aprì nel 1915 al numero 7 di Rue d’Odeon, La maison des amis des livres, una libreria ma anche biblioteca circolante che faceva prestito di libri a piccoli circoli, promuovendo la letteratura contemporanea francese.  L’idea di Adrienne era semplice, costruire un luogo in cui i francesi potessero esplorare la letteratura contemporanea e scoprire nuovi autori.  Fondando la sua libreria, Adrienne Monnier creò questo mondo.

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

Adrienne Monnier, nel 1926, con un manifesto de la Maison des Amis des Livres

 

 

Guillaume Apollinaire e Gide saranno i primi clienti, seguiti da un’infinità di altri scrittori, Pierre Reverdy, Blaise Cendrars, Max Jacob, Paul Valéry, Léon-Paul Fargue, Jules Romains, Paul Claudel, Valéry Larbaud, Artaud, fino al dadaista Tristan Tzara, ma anche André Breton e Louis Aragon, futuri iniziatori del movimento surrealista. Adrienne scoprirà la letteratura anglosassone, grazie a Larbaud ma anche a Sylvia Beach, che sarà la compagna e il grande amore della sua vita.

 

 

Sylvia Beach si trasferì dagli Stati Uniti in Francia nel 1901, in seguito alla nomina del padre a vice pastore della American Church di Parigi. Nel 1919, a 31 anni, Sylvia aprì una libreria specializzata in letteratura inglese e americana, Shakespeare and Company, in Rue Dupuytren 8. Il locale fungeva sia come negozio di libri che come sala da lettura. Due anni dopo, nell’estate del 1921, grazie all’amicizia con Adrienne, trasferì la sua Shakespeare and Company al numero 12 di Rue de l’Odéon. Quando le due librerie si trovarono una di fronte all’altra, Rue de l’Odéon diventò in poco tempo una delle più famose di Parigi. 

 

 

 

 

Sylvia Beach, vero e proprio anello di congiunzione tra la Francia e il mondo anglosassone, introdurrà Adrienne al giovane Hemingway appena sbarcato dagli Stati Uniti e a molti autori anglofoni, in particolare James Joyce che familiarizzerà con le due librerie.   

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro
Sylvia Beach e Ernest Hemingway

La Shakespeare era una libreria anglo-americana che a differenza di quella di Adrienne, raccoglieva gli intellettuali americani e inglesi tra i quali Beckett, Hemingway (di cui pubblicò nel 1923 Three Stories & Ten Poems), Pound e Joyce. Sylvia faceva circolare titoli banditi nel Regno Unito e negli Stati Uniti, come L’amante di Lady Chatterley di Lawrence o l‘Ulisse di James Joyce, che censurato in quei due Paesi, venne stampato da Sylvia nel 1922 e tradotto da Adrienne, inaugurando così l’attività della nuova casa editrice.  Il compito di Adrienne e Sylvia è quindi doppiamente difficile, affermarsi come donne, in un ambiente letterato molto chiuso, riformando sia la loro professione che il gusto di una clientela intorpidita.  

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro
Sylvia Beach e Adrienne Monnier con Joyce, 1938

Dopo pochi mesi dall’apertura della libreria Shakespeare and Company, le due libraie si trasferirono insieme in un appartamento al numero 18 della stessa via, iniziando così anche la loro lunga storia privata. Entrambe intrattenevano gruppi di scrittori nel loro appartamento, dove vissero per diciassette anni. Rue de l’Odéon, divenne il centro della vita letteraria di Parigi, in un periodo fantastico, in cui nascevano ogni mese nuove riviste e pubblicazioni letterarie d’avanguardia.

 

 

Tutto veniva messo in discussione, dalla musica alla letteratura, dalla pittura alla moda. Un periodo perfetto per tutte le donne artiste, fotografe, scrittrici, poetesse, che crearono una speciale comunità di intenti, una forza innovatrice, un nuovo modello di donna.       

 

 

Sylvia e Adrienne, spinte da un’energia e una passione quasi militante per la promozione della letteratura contemporanea, mantennero separato il lavoro delle due librerie, promuovendo continuamente iniziative culturali, gruppi di lettura, convegni di poesia, incontri letterari. Entrambe le donne trasmisero con successo il loro entusiasmo per i libri e si dedicarono a cambiare le abitudini di lettura di molti francesi, oltre a sovvertire la convinzione che le donne fossero indifferenti ai libri. 

 

 

Negli anni successivi, entrambe organizzarono nei rispettivi negozi letture di prosa e poesia, occasioni in cui scrittori più o meno noti presentavano la loro opera al pubblico. In quei momenti il negozio si trasformava in un piccolo salotto, la gente vi si accalcava per ascoltare le letture, venivano serviti aperitivi e spuntini, e gli ambienti si riempivano di conversazioni.  

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

 

Gli interessi pubblici e privati di Sylvia e Adrienne si integravano al punto che non c’era differenza tra il loro legame professionale e quello personale. Come donne, editrici, libraie e femministe, entrambe rifuggirono da schemi sociali e riuscirono a comunicare la loro relazione omosessuale in maniera chiara. Ognuna di loro voleva una vita indipendente, al di fuori del matrimonio. Per Sylvia questa vita era raggiungibile solo prendendo le distanze dalla famiglia, allontanandosi il più possibile dalla madre, una donna che scaricava sulle figlie vari bisogni emotivi, e separandosi dal padre, un pastore presbiteriano. Adrienne invece, preferì restare a Parigi, la sua città natale, per mantenere un’esistenza vicina ai genitori ma separata.

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

 

Furono le libraie più rilevanti per la scena parigina, fino all’inizio della guerra, quando nel 1941 Sylvia fu costretta a chiudere la libreria e venne internata. La guerra chiuse l’epoca magica di Rue De l’Odéon e con lei anche la decisione di Sylvia, di non riaprire più la libreria. La profonda relazione tra le due donne durò 37 anni.  La fine di quel mondo si concluse tragicamente con il suicidio di Adrienne nel 1955.

 

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

 

Sebbene amanti della scrittura, entrambe non hanno lasciato scritto niente della loro relazione, gli aspetti intimi restano celati dietro la loro discrezione innata. Questo rapporto si fondava su un forte impegno intellettuale e professionale, unendo due vite messe al servizio degli altri, e forse per questo Adrienne e Sylvia non furono costrette a scegliere tra i due modelli dominanti della sessualità lesbica. Entrambe si erano dedicate a vite indipendenti e reciprocamente appaganti, ed è forse per questo che la loro lunga amicizia dimostrò un egualitarismo insolito nei rapporti omosessuali ed eterosessuali dell’epoca.

 

 

Donne e librerie a Parigi che hanno fatto la storia del libro

 

Oggi, al 37 di Rue de la Bûcherie c’è una nuova Shakespeare and Company, una libreria aperta nel 1951 da George Whitman, che, dopo la morte di Sylvia Beach, prese il nome della storica libreria, che lui definiva  “un’utopia socialista mascherata da libreria”. Oggi è gestita dalla figlia di Whitman, che porta anche lei il nome Sylvia.

 

 

 

Ricordare Sylvia Beach principalmente per aver pubblicato l’Ulisse di Joyce, significa mistificare il lavoro che ha fatto in tanti anni nella sua libreria. Rivisitare la sua storia e quella di Shakespeare and Company rivela che le sue radici affondano nell’attivismo femminista del primo Novecento e in particolare, nella profonda convinzione che le donne abbiano tutti i diritti per avere una vita intellettuale e professionale.

 

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Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti

Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti

La Libreria City Lights a San Francisco

In quegli anni poteva accadere di tutto a San Francisco. Da questa energia nel 1953 Lawrence Ferlinghetti e Peter Martin iniziarono una grande avventura culturale, una miscela di vitamine, di letteratura indipendente, di arte e politica progressista che segnò la vita culturale e divenne mito.

Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti

City Lights Bookstore nasce come casa editrice e divenne poi la famosa libreria simbolo della beat generation e della cultura alternativa statunitense. Ferlinghetti fu il primo a pubblicare Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso e William Burroughs. Erano tutti amici, in un momento straordinario.

Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti

Al secondo piano della libreria c’era la redazione della rivista di cinema e cultura City Lights (dal film Luci della città di Charlie Chaplin) fondata dallo stesso Martin.  Era un momento irripetibile per creare qualsiasi cosa, soprattutto una libreria e una casa editrice indipendenti, che diventa subito luogo di riferimento di tutti gli scrittori uniti da una aspirazione, un pensiero sovversivo, di ribellione sociale e politica. 

Con la pubblicazione e diffusione di libri censurati e messi al bando ufficialmente, Ferlinghetti è spesso andato oltre il ruolo dell’editore prendendo posizioni controcorrente e pagando di persona. La pubblicazione di Howl & other poems di Allen Ginsberg nel 1956 portò al suo arresto con l’accusa di oscenità.

Certo, oggi sono passati i tempi energici di City Lights, ma la libreria mantiene ancora ben salda la sua posizione contro l’autoritarismo e per la difesa dei diritti sociali, pubblicando una selezione di titoli molto forti.

Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti

Insomma, Ferlinghetti è da molti decenni il nostro Little Boy, un poeta in viaggio, un ragazzino che alle continue domande su quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, tra smartphone, Facebook e droni, lui cerca sempre di non rispondere. Le risposte a queste grandi domande, come dice lui, non sono per i poeti.  

Le librerie City Lights e la San Francisco di Ferlinghetti