IL GATTOPARDO Giuseppe Tomasi di Lampedusa

2.850,00 

Feltrinelli editore, 1958

Prima edizione, 1958 (con data al colophon 25-10-1958). Collana Biblioteca di Letteratura, diretta da Giorgio Bassani – I Contemporanei 4. Cartonato editoriale rigido illustrato, pp 330. Legatura solida, pagine lievemente ingiallite, lievi segni di usato sul dorso.

Il romanzo descrive le trasformazioni sociali in Sicilia durante il Risorgimento, dal momento del trapasso del regime borbonico alla transizione unitaria del Regno d’Italia, seguita alla spedizione dei Mille di Garibaldi. Dopo i rifiuti delle principali case editrici italiane, Mondadori, Einaudi e Longanesi (il rifiuto più celebre avvenne per opera di Elio Vittorini consulente letterario per Mondadori e curatore della collana “I Gettoni” per l’Einaudi). L’opera fu pubblicata da Feltrinelli nel 1958, un anno dopo la morte dell’autore, vincendo il Premio Strega nel 1959, e diventando uno dei best-seller del secondo Dopoguerra  (la tiratura raggiungerà in solo otto mesi le 250.000 copie). Considerato uno dei più grandi romanzi della letteratura italiana e mondiale, il testo fu adattato, nell’omonimo film del 1963, diretto da Luchino Visconti e interpretato da Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Il Gattopardo fu pubblicato in prima edizione in circa 3000 copie (datate novembre 1958 di fronte al frontespizio e 25 ottobre 1958 sul colophon posteriore). Leggendaria copertina originale gialla/arancione con lettere nere, nessuna sovracopertina come in tutti i numeri della collana Feltrinelli.

Il titolo del romanzo ha origine nello stemma di famiglia dei principi di Lampedusa, rappresentato dal “Felis leptailurus serval”, una belva felina diffusa nelle coste settentrionali dell’Africa, proprio di fronte a Lampedusa. Nelle parole dell’autore l’animale ha un’accezione positiva: «Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra».

Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha avuto nel tempo diverse copertine. La prima, quella della pubblicazione del 1958 per l’editore Feltrinelli, porta la firma di Albe Steiner, un grandissimo grafico italiano, ma anche designer e docente al Convitto scuola della Rinascita di Via Zecca Vecchia a Milano, istituzione che lui stesso ha fondato assieme a amici pittori e architetti dopo la seconda guerra mondiale per aiutare gli ex partigiani, gli ex deportati nei campi di sterminio a riprendere la vita, l’istruzione, il lavoro. Albe Steiner è stata una figura di riferimento per la grafica italiana del Novecento, art director della casa editrice Feltrinelli dal 1955 al 1965, per la quale elaborò tante copertine, tra cui quelle de Tropico del Cancro e Tropico del Capricorno di Henry Miller, per i libri di Hernest Hemingway e per il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

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