QUADERNO ROMANZO Pier Paolo Pasolini

1.100,00

Pubblicazioni dell’Accademiuta, 1947

Stampato alle Arti Grafiche F.lli Cosarini – Pordenone

Prima edizione, Casarsa, in Friuli, Giugno 1947. Tiratura limitata a 300 copie numerate (copia n.203). Brossura con lievi segni sulla copertina e sul dorso, pp 61. Rarissima copia della quinta ed ultima plaquette Struligot, la rivista dell’Academiuta di Lenga Furlana, nata a Casarsa da un’idea di Pasolini, con l’intenzione di conferire al friulano una nuova dignità linguistica e letteraria.

Una stalla, oppure i campi aperti, un bel gruppo di ragazzi e bambini del luogo, con Pier Paolo Pasolini e la madre Susanna a mandare avanti una piccola scuola improvvisata alla meglio, negli anni dei bombardamenti e della distruzione, della lotta partigiana e della fame. Fra le poche case del borgo di Versuta, vicino a Casarsa da dove i Pasolini erano sfollati nel ’44, nacque una forma inedita di educazione popolare. Il provveditorato aveva chiuso le scuole pubbliche, e l’idea di sopperire con la buona volontà fu probabilmente di Susanna, che del resto era una maestra elementare. Dall’esperienza, umile e intensa, si originò in breve la “Academiuta di Lenga Furlana” che Pier Paolo Pasolini fondò il 18 febbraio 1945 in occasione di uno degli incontri con i ragazzi di Versuta. I primi quattro numeri della rivista furono stampati a San Vito al Tagliamento dal tipografo Primon, l’ultimo a Pordenone dai fratelli Cosarini. Recano titoli diversi e indicano il progressivo allargarsi e chiarirsi degli interessi letterari, linguistici e culturali di Pasolini. I primi due, senza numerazione, intitolati «Stroligut di cà da l’aga» e datati aprile e agosto 1944, sono i primi prodotti della scuola casarsese e sono testimonianza del luogo in cui l’esperienza personale della poesia friulana viene messa in comune e discussa. A seguire altri due numeri, intitolati semplicemente «Stroligut». Portano il numero 1 (agosto 1945) e 2 (aprile 1946), mentre sulla copertina compare il disegno del cespo di dolcetta (Ardilut è la versione locale delle myricae pascoliana) con il motto «O cristian Furlanut Plen di veça salut» (O piccolo Friulano cristiano pieno di antica salute). Nell’insieme ribadiscono e rinforzano una linea originale di ricerca poetica friulana che si ricollega alle origini della tradizione romanza e insieme sia rinvigorita dalla moderna letteratura francese e italiana. La quinta ed ultima pubblicazione con il titolo Quaderno romanzo, con la figura dell’Ardilut in copertina, senza più il motto, esce come numero 3 nel giugno 1947. Oltre a uno scritto di Pasolini sull’autonomismo friulano, contiene tra l’altro anche un’antologia della poesia catalana dal Quattrocento al Novecento curata da Carles Cardo, poeta esule e sostenitore dell’autonomia catalana contro l’assolutismo franchista. Nell’insieme i cinque fascicoli sono testimonianze preziose della poesia e del pensiero di Pasolini e costituiscono una delle prime e più serie riflessioni sul destino di una cultura regionale dentro il quadro italiano e romanzo.

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