LA NUOVA PESA / 1 Storia di una galleria (1959-1976)

32,00 

a cura di Giuseppe Appella

De Luca Editori D’Arte, 2010

A cura e con introduzione di Giuseppe Appella. Testimonianze di Enrico Crispolti, Simona Marchini, Nicola Tranfaglia. Copertina flessibile con bandelle, pp 191, con numerose tavole a colori e illustrazioni fotografiche.

Disponibile

Descrizione

La fondazione della galleria La Nuova Pesa, avvenuta a Roma in via Frattina nell’aprile del 1959 per iniziativa dell’imprenditore Alvaro Marchini, rappresenta un momento di forte polarizzazione nel dibattito artistico italiano del secondo dopoguerra. Sotto la direzione artistica iniziale di Dario Duprè, lo spazio inaugurò le proprie attività con la mostra collettiva intitolata Trentuno autori e trentuno opere del rinnovamento artistico italiano dal 1930 al 1943, esplicitando sin da subito una precisa linea metodologica. La galleria si configurò come il principale avamposto della figurazione e del neorealismo, ponendosi in aperta antitesi critica rispetto alle coeve tendenze dell’informale e dell’espressionismo astratto di matrice americana.
Da un punto di vista storico-politico, l’operazione culturale guidata da Marchini godette del sostegno ideologico del Partito Comunista Italiano e del contributo operativo di intellettuali e critici d’arte come Antonello Trombadori. Il sodalizio con il pittore Renato Guttuso fu centrale nel definire la programmazione espositiva, volta a rivendicare la funzione sociale e l’impegno civile dell’opera d’arte. Lo spazio si impose come un luogo di convergenza interdisciplinare, frequentato regolarmente da scrittori come Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino e Alberto Moravia, i quali intervennero attivamente nel dibattito critico e nella stesura dei testi d’accompagnamento per i cataloghi della galleria.
L’attività espositiva del primo ciclo, compreso tra il 1959 e il 1976, si distinse per la promozione delle avanguardie europee e dei maestri del primo Novecento, organizzando rassegne dedicate a Georges Braque, Fernand Léger, Gino Severini, Mario Mafai, Mario Sironi, Fausto Pirandello e Alberto Savinio. Di particolare risonanza pubblica fu la mostra Picasso a Roma, svoltasi dal 28 novembre al 20 dicembre del 1961, che presentò un nucleo di venti disegni scelti del maestro spagnolo con l’introduzione critica dello storico dell’arte Douglas Cooper. Dall’altro lato, la galleria svolse una azione di sostegno verso le nuove generazioni di artisti italiani legati alla figura o a istanze di contestazione sociale, tra cui Renzo Vespignani, Titina Maselli, Franco Angeli, Piero Guccione ed Ennio Calabria.
La prima stagione storica de La Nuova Pesa si concluse formalmente nel 1976, quando il progressivo mutamento del contesto sociopolitico nazionale e l’inasprirsi delle tensioni durante gli anni di piombo spinsero Alvaro Marchini a interrompere l’attività espositiva. La chiusura determinò la fine di un modello di galleria intesa come organo di militanza culturale. L’attività riprenderà soltanto nel 1985 in via del Corso, sotto la direzione della figlia Simona Marchini, orientandosi verso una dimensione coerente con le istanze del postmoderno.

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