PAPI IN POSA. Dal Rinascimento a Giovanni Paolo I

34,00

Gangemi Editore, 2004

Si tratta di un importante catalogo sulla ritrattistica, per la qualità dei ritratti e per l’alto valore spirituale e politico dei personaggi raffigurati, cui è legato il destino del Cattolicesimo e degli equilibri politici internazionali. Nessuna famiglia reale, dinastia imperiale o principesca, può infatti vantare la lunga e ininterrotta sequela di capolavori che offre la ritrattistica papale, sia per qualità delle opere che per estensione della cronologia temporale. La ritrattistica pontificia si inquadra nel contesto delle tipologie ritrattistiche legate al potere ed è in stretto rapporto con la suprema funzione spirituale e carismatica che la Chiesa riconosce al romano pontefice, sia come Vicario di Cristo, sia – fino al 1870 – come sovrano dello Stato Pontificio. Lo schema del ritratto è quindi perfettamente funzionale al ruolo, in un meccanismo di riconoscimento di immediata comprensione. Tra le opere più significative esposte in questa mostra figurano i ritratti di Urbano VIII di Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, di Alessandro VII del Musée des Beaux Arts di Nancy realizzato da Giovanni Maria Morandi, quello di Clemente XIII dipinto da Anton Raphael Mengs e proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Le fisionomie di alcuni pontefici sono state meglio descritte ed esaltate da scultori anziché pittori: è il caso del Gregorio XV di Gian Lorenzo Bernini proveniente dal Museo Civico Medievale di Bologna, del Clemente XIV di Cristopher Hewetson appartenente al Museo di Roma, fino al Giovanni XXIII messo in posa da Giacomo Manzù. Catalogo con copertina flessibile con alette, pp 159, con numerose illustrazioni a colori.

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